Il Drago che nuota nella Saggezza Infinita

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Dettaglio da “Il Buddha Blu e il Coccodrillo” –  Collage di Panna

Come forma di meditazione in movimento, nei miei gruppi di pratica di Qigong uso a volte l’esercizio fluido e rilassante chiamato Swimming Dragon, o Drago che Nuota, di cui si possono trovare varie versioni su Youtube. Personalmente, l’ho conosciuto per la prima volta nell’ormai lontano 1993 con il mio carissimo maestro Wang Ting Jün. E’ bello lasciarsi andare alle volute e alle onde di questo movimento con una musica di sottofondo. Insieme alle amiche e amici che praticano con me ho scelto il brano seguente: Prajna Paramita Hrdaya Sutram, cantato da Imee Ooi.

Ho promesso di trascrivere la traduzione del testo originale sanscrito in italiano, e per mantenere la promessa ho “rubato” quella presente alla fine del bellissimo libro di Carlo Moiraghi, Il Libro della Medicina Cinese (pagg. 415-16) , che mi piace di più di quelle che ho trovato in altre pubblicazioni. Eccola qua:

 

Discorso del Cuore della Perfetta Comprensione che conduce all’Altra Sponda

 Gloria alla Perfetta Comprensione, l’Amata, la Santa.

Avalokita, il Santo Signore dallo Sguardo Compassionevole Destinato al Risveglio, stava praticando la Perfetta Comprensione.

Dall’alto egli osservò in basso e distinse solo i cinque aggregati, e vide che questi, nella loro esenza, erano vuoti.

Conseguì così la propria estinzione, e la liberazione da ogni sofferenza.

“Ascolta, Sariputra, la forma non è diversa dal vuoto, e il vuoto non è diverso dalla forma.

La forma è vuoto, e il vuoto è forma.

Qualsiasi realtà esistente sia contrassegnata da forma, quella è vuoto, e qualsiasi realtà esistente sia contrassegnata da vuoto, quella è forma.

E lo stesso è delle sensazioni, e dei pensieri, e delle organizzazioni mentali, e della coscienza”.

“Ascolta, Sariputra, tutte le realtà esistenti hanno le caratteristiche del vuoto, esse non sono né prodotte né distrutte, non sono né impure né pure, non crescono né decrescono”.

“Ascolta Sariputra, nel vuoto non vi è forma né sensazione, né pensiero, né organizzazione mentale, né coscienza.

Non vi è occhio, né orecchio, né naso, né lingua, né corpo, né mente.

Non vi è forma, né suono, né odore, né gusto, né tatto, né oggetto mentale.

Non vi sono i regni dei sensi, che vanno dalla vista alle capacità di coscienza.

Non vi sono gli anelli della catena che conduce dall’ignoranza, all’estinzione dell’ignoranza, e dalla vecchiaia e dalla morte fino all’estinzione della vecchiaia e della morte.

Non vi è sofferenza, né accumulo della sofferenza, né estinzione della sofferenza, né il sentiero per raggiungerla.

Non vi è comprensione, né conseguimento, né ottenimento, né assenza di conseguimento”.

“Sariputra, proprio a causa dell’assenza di conseguimento i Destinati al Risveglio, dimorando nella Perfetta Comprensione, si mantengono privi degli ostacoli dei pensieri.

Privi degli ostacoli dei pensieri essi si mantengono stabili nella certezza, e liberi da ciò che confonde essi conseguono l’Estinzione Finale”.

“Tutti i Risvegliati, del passato e del presente e del futuro, ottengono la Completa Visione e la Suprema Illuminazione dimorando nella Perfetta Comprensione”.

“Non è quindi errore considerare la Perfetta Comprensione come il Grande Mantra Magico, l’ineguagliato infallibile Mantra Magico che senza errore dissipa ogni sofferenza.

Il Mantra della Perfetta Comprensione è stato pronunciato.

Suona così:

GATE GATE PARAGATE PARASAMGATE BODHI SVAHA

Andato, Andato, Andato al di Là, Andato Completamente al di Là dell’Altra Sponda, Risveglio, Salve!

Questo completa il Cuore della Perfetta Comprensione.

Il Mantra che chiude il sutra è stato tradotto con piccole variazioni; una tra tante, quella del Dalai Lama, che preferisce leggerlo come se fosse un invito: “Vai, vai, vai oltre, vai completamente oltre, e prendi dimora nell’illuminazione”.

La tradizione buddista Mahayana, o del Grande Veicolo, a cui questo testo sacro appartiene, sostiene che sia il grande Buddha della Compassione, Avalokitesvara, a pronunciare queste parole rivolgendosi al suo discepolo Sariputra. Il termine “prajna”, che C. Moiraghi traduce con “comprensione”, solitamente è reso con “saggezza”.

Non si tratta però della saggezza che si ottiene con la conoscenza o l’esperienza, ma della natura originaria della mente/cuore che è tornata alla Sorgente di se stessa, là dove tutti gli opposti si riconciliano e si raggiunge – meglio, si è – l’Unità.

L’ ”altra” sponda che si “raggiunge” è quella dell’Illuminazione, della liberazione da “questa” sponda, quella dell’ignoranza della propria vera natura, della scissione della realtà in opposti sempre in conflitto, e quindi della sofferenza. Salvo poi scoprire che entrambe le sponde appartengono ad un unico Fiume della Vita, quello che gli antichi cinesi chiamavano Dao, nel quale siamo comunque immersi, anche senza saperlo!

Il movimento fluido del Drago che nuota ha molte attinenze con il Grande Mantra Magico, perché entrambi ci invitano a lasciare andare. Ci godiamo il movimento senza aspettative, non stiamo “cercando” nulla, ma semplicemente ci lasciamo cullare dall’onda di Qi che muove la nostra colonna e tutto il corpo, in armonia con il respiro. L’assenza di aspettative e il lasciar andare sono il fondamento della serenità, che a sua volta genera una gioia sottile, senza causa, e una quiete profonda senza pensieri. Tuttavia, non facciamo l’esercizio per ottenere questa quiete, altrimenti c’è tensione… al contrario, la quiete è la conseguenza naturale del nostro abbandonarci al flusso del movimento. Con questo movimento fluido è più facile vivere il famoso wu wei – l’azione senza sforzo – tanto caro ai Taoisti. Ad un certo punto, durante la pratica, si perde la sensazione di essere colui o colei che guida il movimento: è come se fossimo agiti dalle onde di Qi, siamo tutt’uno con esse. La sensazione del piccolo io si diluisce in uno spazio più vasto, che contiene tutto e sospende – almeno per un poco – l’illusione della separazione.

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   Drago che nuota e brucia l’Ombra – Collage di Panna

Il drago in questo caso è un simbolo della trasformazione della coscienza, del progressivo passaggio da uno stato denso, identificato con il proprio piccolo io e la sua storia ad uno più sottile e luminoso, in cui la mente/cuore torna alla Sorgente. Il Qi sale e scende lungo la colonna, tra il sacro e la corona, attraversa i 3 Dantian e attiva il meridiano del Triplice Riscaldatore, che appartiene alla fase Fuoco, e quindi anche alla Luce.

Dal punto di vista della salute fisica e psichica, questo esercizio promuove la flessibilità della spina dorsale, apporta un profondo rilassamento al sistema nervoso, equilibra il sistema endocrino, attiva il metabolismo, aiuta la digestione (è uno dei movimenti inclusi nei programmi di perdita di peso in eccesso), e in generale innalza la nostra frequenza energetica. Ci sentiamo più leggeri, morbidi e gioiosi; è come se con grandi colpi di coda di drago riuscissimo a fare spazio dentro e intorno a noi, scacciando via pensieri, problemi ed ostacoli.  La mente/cuore vola libera, ma siamo ben radicati e centrati.

L’invito del Drago che Nuota è il medesimo di quello del Grande Mantra Magico: andare oltre le contingenze e riscoprire la nostra vera forza, e cioè quel vasto spazio interiore che ci rende capaci di abbracciare ogni cosa. La nostra Saggezza Infinita.

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