Il Cielo è nell’Uomo, l’Uomo è nel Cielo: facciamo sì che questo sia davvero un anno “nuovo”

Oggi, martedì 5 febbraio 2019, in Cina si festeggia il Capodanno. Per i cinesi si tratta di una data mobile, collegata con il calendario soli-lunare tradizionale. Il giorno di Capodanno segna anche l’inizio della Primavera. È bello che in alcuni paesi – anche una “superpotenza” come la Cina – si segua ancora un calendario che si armonizza con i ritmi e i cicli naturali, e non solo con una convenzione abbastanza arbitraria come facciamo noi occidentali.

Oggi entra l’anno del Maiale Yin di Terra. Il Maiale è l’ultimo dei 12 simboli zodiacali cinesi: nella loro visione, questo è un anno di chiusura, e nel 2020 (anno del Topo di Metallo) si ricomincia un nuovo ciclo!

L’invito che ha risalito la corrente dei millenni ed è arrivato fino a noi attraverso la filosofia daoista – e tante altre – è quello di ricordarsi l’intima interconnesione tra microcosmo e macrocosmo. Non è solo un pensiero: è un’esperienza che possiamo scegliere di vivere ogni giorno. Il Qigong con i suoi movimenti lenti, uniti al respiro e a bellissime visualizzazioni ed immaginazioni, aiuta molto a sentirsi tutt’uno con qualcosa di molto più grande di noi. Passeggiare in una foresta o lungo il mare può regalarci attimi di profonda quiete e la sensazione che tutto sia vivo e vibrante intorno a noi, e chiunque può farlo. Se poi aggiungiamo i movimenti del Qigong, questa sensazione si amplifica e il suo effetto può durare a lungo. Si crea uno spazio silenzioso e calmo dal quale rispondiamo agli eventi che ci accadono e alle persone che ci circondano con più saggezza e gentilezza, con quella giusta distanza che ci rende capaci di abbracciare invece che respingere.

La meravigliosa intimità con noi stessi e con la Natura si esprime con vari detti, in cinese. Il mio preferito è quello che pronunciava spesso il mio maestro Wang Ting Jün alla fine di una pratica o di una meditazione, per sottolineare la sensazione finale di fusione con il tutto. In cinese suona così: Tian nei Rén, Rén nei Tian e significa “il Cielo è nell’Uomo, l’Uomo è nel Cielo”. Wang mi aveva spiegato che era una variante del più noto Qi nei Rén, Rén nei Qi, ossia “il Qi è nell’Uomo, L’Uomo è nel Qi” che per le persone che non hanno ancora fatto esperienza del Qi nel proprio corpo può risultare un po’ astratto. Invece il collegamento poetico con l’infinito spazio azzurro del cielo o con il cosmo ci può aiutare a vivere almeno per un attimo una dimensione più ampia: è come se ci si spalancassero delle ali dentro il cuore. Da brutti anatroccoli – che crediamo erroneamente di essere – ricordiamo la nostra vera natura di albatros o di aquile!

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Qui sopra ho scelto di usare per la trascrizione i pittogrammi antichi, ossia gli antenati degli odierni ideogrammi; capirete da soli la ragione della mia scelta! Il Cielo qui ha una forma che evoca la protezione dall’alto – almeno per me –, mentre l’Uomo è in posizione orante, inginocchiata. Non asservita, ma in dialogo intimo con il Cielo e il Mistero. A me basta guardare questi simboli per percepire un allargamento del cuore, una nostalgia struggente di spazi infiniti e un profondo senso di interconnessione. Nel febbraio dell’anno scorso, dopo un bel Qigong e una meditazione seduta, mi era tornata  in mente questa formula. Usando il metodo sincronico che applico nei pomeriggi di ARTè, ho preso un paio di riviste per creare un collage, ed ecco l’Animmagine che è scaturita dallo stato interiore che stavo vivendo.

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Tian nei Ren, Ren nei Tian – sensazioni di Qigong      Animmagine di Panna

La vera sicurezza, la sensazione di appartenenza e di interconnessione non dipendono da fattori o eventi esterni. È dentro di noi che occorre gettare l’ancora per non essere travolti dalle tempeste che prima o poi arriveranno. Se dentro di noi c’è Tian, spazio e Cielo, e se questo noi lo percepiamo e lo sappiamo, siamo in grado di trovare soluzioni armoniose per cambiare le cose, se le cose vanno cambiate. Ed è certo che viviamo in un’epoca in cui MOLTE cose andrebbero cambiate, e con una certa urgenza.

Il punto di partenza del vero cambiamento siamo noi, ognuno di noi. Sembra una frase da cioccolatini (perdonatemi questa immagine… sono nata a Perugia! ;- ) ), un po’ zuccherosa e new-age… perché l’abbiamo sentita tante volte. Ma l’abbiamo davvero fatta nostra? Vogliamo davvero che questo sia un NUOVO anno? Cosa possiamo fare? Da dove INIZIARE?

Questo, infatti, è l’INIZIO di un NUOVO anno. Iniziare è un verbo bellissimo che nella radice latina e indoeuropea indica un ANDARE DENTRO, un penetrare qualcosa – i misteri sacri, ad esempio, nel caso delle INIZIAZIONI, appunto. Fino a ieri per il calendario tradizionale cinese ci trovavamo sotto l’egida dell’Acqua, nel ciclo stagionale delle cinque fasi. In inverno tutto si ritira nella profondità, nell’oscurità, affinché i semi germoglino in primavera. È il tempo dell’attesa e della rigenerazione. Sia negli incontri di ARTè che in quelli di Qigong seguo sempre un invisibile filo legato alle stagioni e agli eventi astronomici salienti del momento, proprio perché questo ci aiuta a restare in armonia con tutto ciò che ci circonda. Quest’anno, nello specifico, il titolo che si estende per tutto l’arco dell’anno negli incontri creativi è La Mente è più estesa del Cielo – Passeggiata tra gli elementi e le stagioni alla ricerca dell’Io Grande. Poi, ogni mese, ci si concentra un po’ di più su un tema particolare. La scorsa settimana, in linea con la fase Acqua e l’Inverno, il tema specifico è stato Lasciar(si) Andare.

Ho invitato i partecipanti a trasformarsi in una goccia d’acqua  – di rugiada, di pioggia, di cascata, di nebbia … – attraverso un semplice processo pittorico (potete vedere qualcuna di queste gocce qui sotto, con l’aggiunta di … effetti speciali!) . Insieme abbiamo indagato, sempre attraverso il processo creativo senza parole, cioè facendo un collage, quale fosse la qualità, il dono intrinseco in questa nostra goccia, che ci sentiamo chiamati a LASCIARE ANDARE nell’Oceano. In altre parole, qual è la qualità NUOVA – nuova per me – che sento profondamente di voler donare a me stessa per prima, per poterla poi offrire intorno a me? Il risultato di questa indagine interiore è stato, come sempre, sorprendente e inaspettato.

 

 

Tra le varie gocce da donare a se stessi e all’Oceano che sono … venute a galla, ricordo ora: l’allegria; la disponibilità gioiosa a non voler essere nulla in particolare, per lasciarsi mettere al mondo in ogni momento; la radiosità; la condivisione gioiosa delle conoscenze acquisite; l’ironia e lo sguardo meravigliato sulle cose; l’unione di ispirazione e divertimento spensierato nella condivisione. E questi sono sono alcuni dei tesori che abbiamo dentro di noi! Non è meraviglioso?

Sento già qualcuno che obietta: sì, tutto bellissimo, ma c’è quel detto – bruttino, a parer mio – che recita “la via dell’inferno è lastricata di buone intenzioni”.  Cercando nel web scopro che il primo a pronunciare queste parole lapidarie sarebbe addirittura San Bernardo. E se lo dice un santo… E invece no. Non è impossibile dare seguito ai buoni propositi. L’esperienza mi ha insegnato che … se ti aiuti, il ciel t’aiuta (questo detto è decisamente più carino, e in tema con questo post!). I passi da fare sono tre:

  • Scoprire il mio slancio interiore, la perla, il nuovo che voglio far venire alla luce. Questo è il mio “buon proposito” per l’anno (o per il mese, la settimana… fate voi). Mettiamo che scopro di voler essere più allegra (riprendendo una delle… gocce elencate qui sopra). ll che significa che per far spazio all’allegria, rinuncio all’eccessiva serietà o malinconia (lascio andare qualcosa di vecchio per accogliere qualcosa di nuovo – è questo il senso del Capodanno!)
  • Scoprire, con realismo lucido, ma anche ironico, quali sono gli ostacoli che mi metto da sola tra le gambe per NON attuare il mio buon proposito. Mettiamo che constato di avere la netta tendenza a prendermi troppo sul serio e a riuscire ad auto-convincermi con facilità che in questo mondo di pazzi c’è poco da star allegri. Oppure che ho troppo da fare per veramente occuparmi di come riuscire a stare allegra. Mi convinco facilmente che non ho tempo!
  • Individuare una strategia per evitare di autosabotarmi – cioè per evitare di mettere in atto il secondo punto qui sopra. Mettiamo che decido che ogni volta che ricado nella seriosità o nella visione cupa del mondo ci faccio caso (e già questa è una bella pratica di presenza) e ho pronta sotto mano una lista di amiche da chiamare per andare a fare qualcosa di divertente insieme. Oppure chiamo il mio mentore, se ne ho uno (dopo essermi accertata che sia disponibile) e mi faccio aiutare. Oppure mi guardo un film comico. Ognuno troverà i propri alleati in caso di autosabotaggio!

Quello che cerco di dire è che ogni anno è una bella tela nuova da dipingere. Nessuna tela nuova arriva già dipinta o si dipinge da sola. Il pennello ce l’abbiamo noi in mano.

Il Capodanno è innanzitutto un giorno di celebrazione. Così come tanti altri giorni di festa, che la nostra cultura ha tristemente trasformato in gusci vuoti: giorni per consumare più ancora del solito, cioè per cercare di riempire col fare e col possedere un vuoto cosmico che abbiamo dentro.

Il mio invito, il mio augurio per questo nuovo anno, è che possiate scoprire le tante perle che nella vostra conchiglia aspettano di essere riconosciute e indossate. Così che al prossimo Capodanno possiate davvero CELEBRARE il raggiungimento dei buoni propositi di oggi, e di scoprirne di nuovi. In realtà il Capodanno è in ogni istante, se sappiamo ricongiungerci con la vera Bellezza e con i cicli della Natura, con il Cielo stellato dentro di noi.

Buon anno nuovo!

P.S. : Ho scelto deliberatamente di mantenere un tono e dei contenuti più … pratici in questo articolo. La dimensione invisibile, la spiritualità, anche il misticismo, hanno un ruolo importante, fondante, nella mia vita. Ma non ne parlo tanto, preferisco vivere questa dimensione in modo intimo, senza imporre nulla a nessuno. È evidente che la Meditazione, se non addirittura la preghiera, per alcuni di noi, siano strumenti meravigliosi per esplorare la nostra Anima. Se sceglierete di fare un po’ di strada con me, partecipando ai miei incontri creativi, sarò felicissima se vorrete condividere con me le vostre esperienze, i vostri slanci appartenenti a questa dimensione più sottile. Il viaggio creativo può solo guadagnarci, in Bellezza e Profondità…

 

 

 

 

 

2 Replies to “Il Cielo è nell’Uomo, l’Uomo è nel Cielo: facciamo sì che questo sia davvero un anno “nuovo””

  1. Bello Panna, condivido tanto di quello che scrivi, lo sai, buon Anno del maiale nella Bellezza, Spiritualità, Gioia e Gratitudine. Un grande abbraccio.

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