Non si butta niente: come trasformare un dipinto così così in qualcosa che ci rende felici

Questo post è il primo di una nuova serie dedicata all’aspetto più pratico della Creatività. Lo sai già, il processo creativo è soprattutto un mezzo gioioso ed entusiasmante per osservare quello che accade nella nostra mente e “smascherarne” i giochetti, mentre nel frattempo esercitiamo “i muscoli” dell’Anima.  Pian piano, le nostre radici affondano sempre più saldamente nel vasto spazio dell’Anima, che è capace di abbracciare la piccola mente condizionata. Il nostro piccolo io è spesso un vero e proprio campo di battaglia, fatto di autogiudizi severissimi, di paure e dubbi che rischiano di farci sentire impotenti, sconfitti. Ma l’Anima è capace di accogliere il piccolo io spaventato e frustrato, sa come farlo sentire a casa, così com’è, senza neppure tentare di cambiarlo, di migliorarlo. È l’Amore che fa il lavoro, è nell’Amore che qualsiasi tipo di energia può trasformarsi e illuminarsi. Ecco qua un esempio… pratico!

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Acquerello di partenza

L’acquarello qui sopra, eseguito in modo intuitivo e libero, non mi dava tanta soddisfazione. Non mi ha ispirato nulla che potesse giustificarne la successiva elaborazione nel suo insieme. Però i colori mi piacevano, e mi dispiaceva buttarlo via. Così ho deciso di dargli … una seconda possibilità. Ho dunque ritagliato il foglio (35,5 x 24,5cm) in 8 parti uguali. Ed ecco il risultato:

NON-SI-BUTTA-NIENTE2 - COPIA

I primi due ritagli che vedi in cima sono già in via di trasformazione. Qui sotto vedi il primo com’era all’inizio, subito dopo aver ritagliato l’originale, e poi come si è trasformato:

In un post successivo ti mostrerò come si sono trasformati anche gli altri ritagli… Ma non è importante tanto il risultato finale, quanto il cammino percorso per raggiungere un qualcosa che sento compiuto, o che semplicemente ha un senso per me. Il bello del processo creativo intuitivo è la libertà totale che ci dona: ogni scelta di colore, di tratto, di composizione viene dal cuore e da un senso sottile di piacere. La mente ordinaria diventa la docile e meravigliata ancella dell’intuizione e dell’immaginazione, ma anche della sensualità del corpo. La pittura ha sicuramente una componente sensuale. Oserei dire che il piacere che può dare un semplice esercizio come questo ci può servire ad allenare il “muscolo” interiore della FELICITÀ. E se la felicità fosse il nostro vero sesto senso? Ci hai mai pensato? Se qualcosa ti rende FELICE, è come se un raggio di luce arrivasse a scaldarti il cuore… E da dove viene questa luce, questo tepore? Le teorie in proposito sono molte. La mia preferita è quella secondo cui la luce viene da una Sorgente misteriosa ed invisibile alla quale la nostra Anima si abbevera ad ogni istante. Quando sei felice, ti ricordi che non sei solo un piccolo essere umano in balia degli eventi, ti accorgi che non c’è solo questa piccola mente che crede di sapere tante cose e guarda tutto e tutti – te compreso! – con sospetto… La felicità ti fa sciogliere ed espandere nel momento presente come una zolletta di zucchero nell’acqua, come una pennellata d’acquerello sulla carta!

Ti invito a provarci… da uno scarabocchio può nascere un momento di vera felicità!

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