A che serve l’Arte?

DAY-12-TRISKEL - PER-BLOG
Triskel delle tre Vie – acquarello di Panna, giugno 2020

Più di tre anni fa scrissi un articolo che voleva un po’ descrivere la “mission” di questo mio modesto blog. Già nel titolo davo un chiaro indizio del mio pensiero a proposito dell’arte, che per me è tale solo se RIVELA L’ESSERE.  Avevo anche citato uno tra i miei insegnanti di non-dualità preferiti, che è anche un meraviglioso ceramista, Rupert Spira:

‘I am like an open window; I make the viewing possible but am not in the view’ .

Ossia: “Sono come una finestra aperta; rendo possibile il vedere, ma non sono nella veduta“. È una delle mie citazioni preferite da moltissimi anni, è come un cartello che mi riporta sulla giusta strada quando mi smarrisco. Qualche tempo fa mi è capitato di riascoltare Rupert Spira in un suo video su Youtube, nel quale parla del ruolo essenziale di ogni opera d’arte autentica, ossia quello di consentire all’artista e al fruitore di risalire la corrente della PERCEZIONE  fino alla SORGENTE da cui sgorga, la BELLEZZA, e da questa, una volta trasceso l’oggetto della percezione, dissolversi nella Coscienza Pura.

In questo e in altri suoi interventi sull’arte, Rupert Spira descrive l’essere umano come dotato di tre “regni” interiori che operano in sinergia: il pensiero, la percezione/sensazione e il sentimento (rispettivamente: thought, perception/sensation e feeling in inglese). Spira appartiene filosoficamente alla grande famiglia della non-dualità, che affonda le sue radici nell’Advaita Vedanta della grande India antica, che ci ha donato fino a tempi più recenti grandi anime come Nisargadatta Maharashi e Ramana Maharshi, solo per citarne alcuni. Non posso che consigliare a chiunque di leggere le trascrizioni dei loro insegnamenti − molte delle quali sono state ben tradotte anche in italiano; in cuor mio li chiamo i “Maestri del Silenzio”.

Detto con parole semplici,  Spira ci dice che se risaliamo il fiume del pensiero (o meglio, “nama”, il “nome” delle cose in sanscrito) ritroviamo alla sua Sorgente la Verità − e noi sappiamo di aver sfiorato questa Fonte perché facciamo l’ESPERIENZA di una profonda comprensione, che si DISSOLVE al di là delle parole, dei nomi − dei pensieri, per l’appunto. Questa esperienza numinosa è lo scopo dello Jnana Yoga, o Via della Conoscenza.

Se invece risaliamo il torrente un po’ più impetuoso dei sentimenti, delle emozioni alte, intrise di abnegazione, ecco che alla sua Fonte troviamo l’esperienza dell’Amore: è la via della Devozione e dell’Azione disinteressata, il Bhakti Yoga.

Infine, ed è qui che vi volevo portare, se risaliamo il ruscello della percezione (la vista nella contemplazione di un’opera d’arte, ad esempio, o l’udito nell’ascolto di una sinfonia) fino alla sua Sorgente, potremmo fare l’esperienza numinosa della Bellezza. Questa à la Via della Forma, Rupa Yoga, dove “RUPA” in sanscrito − Rupert Spira insiste più volte su questo dettaglio − significa sia FORMA che BELLEZZA.

Se poi “togliamo” qualsiasi oggetto alla Conoscenza/Attenzione, all’Amore/Sentimento e alla Bellezza/Percezione, non resta che il Soggetto puro, la PURA COSCIENZA, di cui Conoscenza, Amore e Bellezza sono i tre volti luminosi:  la pura Luce in cui si DISSOLVONO tutti.

Ecco perché mi piace tanto parlare di “Arte Sorgiva”… Come ho già scritto in un altro articolo, esistono inoltre secondo Francis Lucille, un altro insegnante appartenente alla corrente della non-dualità, due tipi fondamentali di artisti autentici: i primi sono pienamente consapevoli della Sorgente della loro ispirazione e la loro intenzione è proprio quella di farsene servitori e canali. Gli altri invece toccano il cielo con un dito solo a intermittenza, la visione interiore non è ancora completamente tersa. Lucille parla di vari possibili gradi di apertura e trasparenza alla Sorgente. Più la finestra è spalancata e meno tu sei nella veduta, maggiormente nella tua opera Forma e Bellezza si fonderanno, per parafrasare Rupert Spira.

Ho capito, direte voi, ma a me che ne viene? Non sono un artista! Non sono nemmeno un saggio e l’ultima volta che ho acceso una candela in chiesa avevo sette anni!  ;-D  Beh, vi rispondo io, di sicuro siete creativi, e vi piace scoprire nuove cose, studiare argomenti che vi stanno a cuore, leggere bei libri, e magari vi siete pure innamorati in passato e spero davvero che lo siate sempre! Il fatto è che queste sono le possibili vie verso la Felicità! Sì, perché fare l’ESPERIENZA della Verità, dell’Amore e della Bellezza ha sempre un aspetto estatico, travolgente, numinoso. Ognuno di noi ha una propensione naturale per una delle tre vie, certo, ma in realtà potremmo esplorarle tutte. A me piace tantissimo accompagnare gruppi di persone a vivere queste esperienze attraverso la Creatività Intuitiva e il Qigong, perché è quello che so fare meglio e che dà pure a me maggior felicità.

Mentre scrivo questo articoletto, ci troviamo ancora in piena emergenza Covid. Stiamo vivendo tempi difficili, incerti, anche spaventosi. Credo come molte persone che le grandi crisi siano sempre ANCHE grandi opportunità. Pensate al Rinascimento, fiorito a Firenze dopo la peste nera. Sarò anche un’ingenua, ma mi entusiasma pensare che forse potremmo cominciare a creare un mondo più vasto, i cui confini siano quelli sempre più espandibili dell’Anima, non gli stretti recinti dei piccoli ego spaventati e prepotenti che finora hanno dettato, purtroppo, le regole della nostra comunità di uomini e donne. Il lavoro (in senso alchemico!) va innanzitutto operato DENTRO ognuno di noi. Solo da individui forti e autentici può nascere una comunità come quella descritta dai nostri padri fondatori nella nostra bellissima Costituzione:

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Così recita la seconda parte dell’Articolo 3. E ancora, nell’Articolo 4:

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Sono parole che indicano concetti bellissimi e sacrosanti, gran parte di ciò per cui vale la pena vivere. Nella Costituzione americana, addirittura, uno dei diritti inalienabili è proprio la felicità. Ogni cittadino statunitense ha il diritto di difenderla da chiunque cerchi di ostacolarla, anche perché la felicità del singolo è il prerequisito del benessere e della felicità dell’intera collettività (ma va?).

Durante questi lunghi mesi di confinamento ho cercato di mettere a frutto il tempo dilatato che mi è caduto in grembo informandomi anche come cittadina. Chissà,  forse è venuto il momento di mettersi al servizio di una comunità più allargata. Grazie alle segnalazioni di amiche, amici, sorelle e altri concittadini volenterosi, ho scoperto che si stanno creando delle piccole luci di “resistenza” alla deriva egoica di certi poteri che stanno facendo di tutto, più o meno consapevolmente, per cancellare i diritti sanciti dalla Costituzione, e non solo. Tra burattini e burattinai chi ci va di mezzo sono le persone come voi e me. Credo che non ci possiamo più permettere il lusso di NON partecipare ATTIVAMENTE alla salvaguardia e al risorgere della nostra felicità singola e collettiva. Troppe negazioni in questa frase? Riformulo: È ORA DI SVEGLIARCI E DI DARCI DA FARE.
Sono da sempre convinta che più esperienze estatiche, profonde, viviamo individualmente, più siamo in grado di VEDERE quanto e come la realtà che ci circonda STRIDA con quello che SAPPIAMO potrebbe diventare il nostro vivere quotidiano. Da questo profondo sapere può nascere la forza del Guerriero di Luce, che usa la spada della Conoscenza,  dell’Amore e della Bellezza. E ognuno fa quello che sa fare meglio per costruire un mondo che sia vasto ALMENO come la propria Anima.

Vi segnalo a questo proposito qualche link ad alcune delle “luci di resistenza” civile che forse potrebbero essere ottimi punti di partenza ANCHE per un lavoro collettivo gioioso e costruttivo. Se ne conoscete altri (vi prego, niente siti lamentosi o di sola denuncia non propositiva), segnalatemeli, sarò felice di condividerli! Come vedrete, non mi interessa tanto il colore politico di queste iniziative, quello che importa è che siano davvero al servizio dei cittadini e delle generazioni future.

UNIALEPH –  (Mauro Scardovelli e collaboratori) Libera Università Popolare con tantissimi contenuti e percorsi tematici (difesa della Costituzione – crescita umana e spirituale – l’economia spiegata in modo semplice). Numerosi contenuti gratuiti di esperti di molti settori, che vogliono davvero cambiare le cose. Qui il loro canale Youtube.

R2020 – (Sara Cunial e collaboratori) Contenitore democratico, aperto e inclusivo che riunisce tutti coloro che lottano per riaffermare i propri diritti di libertà, dignità e autodeterminazione, a livello nazionale e internazionale. Qui la loro pagina Facebook.

Byoblu: video blog di Claudio Messora. Giornalismo indipendente fuori dal “mainstream”. Presto avranno un loro canale sul digitale terrestre. Propongono anche una App chiamata DAVVERO.TV

Generazioni Future: un gruppo di persone – soprattutto giuristi – che fanno a capo al Comitato Rodotà e che ha come obiettivo di spingere l’immobile classe politica ad un’ambiziosa rinascita ecosostenibile e realmente sovrana dei propri beni patrimoniali. Si fanno anche promotori di importanti azioni in tribunale a difesa dei cittadini, seguendo il principio di base  di PRECAUZIONE, secondo il quale non si può attuare nessuna innovazione tecnologica o legislativa, ad esempio, se non si è CERTI che non sia dannosa per le generazioni future.

Futura: Movimento civico e civile nato intorno al lavoro del Professore e giurista Ugo Mattei. Secondo la presentazione sul sito: “Non bastano i partiti presenti, ma serve un percorso nuovo e democratico, aperto, in cui nuovi attori possano esprimersi, decidere, avere sovranità sulle decisioni.”

Economia Civile: vari insegnanti di economia e giornalisti esperti parlano di un modello diverso di economia, che sia, appunto, CIVILE.

Se ognuno fa la propria parte, possiamo davvero cambiare le cose. Su, su, coraggio!

2 Replies to “A che serve l’Arte?”

  1. Bravisima Panna, sono riuscuito di leggere e capire intuitivo il tuo articolo in lingua italiana. E sono molto contento gia di questo fatto. E piu contento ancora con il tuo slogan: e tempo di Se ognuno fa la propria parte, possiamo davvero cambiare le cose. Su, su, coraggio!
    Grazie di cuore per il tuo contributo per il bene del nostro mondo e tutti quanti chi vivonno sopra.
    Un caloroso abbracio
    Silvia

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